In breve
La retatrutide (codice LY3437943) è un peptide sintetico acilato che attiva contemporaneamente tre recettori ormonali: GIP, GLP-1 e glucagone. Rappresenta la terza generazione della ricerca sulle incretine. Nello studio di fase 2 pubblicato sul NEJM nel 2023, il gruppo con la dose più alta ha mostrato una riduzione media del peso corporeo del 24,2 % in 48 settimane, su 338 partecipanti. Nella fase 3 (TRIUMPH-1, NEJM 2026) la riduzione è stata del 25,0 % in 80 settimane, su 2.339 partecipanti. L’essenziale in poche righe:
- Tre recettori: GIP, GLP-1 e glucagone in un’unica catena peptidica di 39 amminoacidi
- Fase 2 nell’obesità: 24,2 % in 48 settimane nel gruppo con la dose più alta, contro il 2,1 % con placebo, n = 338 (Jastreboff 2023, NEJM)
- Fase 2 nel diabete mellito di tipo 2: HbA1c ridotta di 2,02 punti percentuali alla 24ª settimana nel gruppo con la dose più alta, n = 281 (Rosenstock 2023, Lancet)
- Fase 3 nell’obesità (TRIUMPH-1): 25,0 % in 80 settimane nel gruppo con la dose più alta, contro il 3,9 % con placebo, n = 2.339 (Jastreboff 2026, NEJM)
- Stato: molecola in sperimentazione clinica, senza autorizzazione di alcuna agenzia regolatoria
- Nell’offerta Molequa®: materiale di riferimento liofilizzato, purezza HPLC pari o superiore al 99 %, certificato di analisi del lotto rilasciato dal laboratorio indipendente Analyton Labs
Questo articolo riassume dati pubblicati. La retatrutide offerta da Molequa® è esclusivamente per uso di ricerca (RUO) in laboratorio e non è destinata all’uso umano né animale.
Cos’è la retatrutide?
La retatrutide è un peptide sintetico acilato sviluppato da Eli Lilly con il codice LY3437943, che agisce come agonista dei recettori del polipeptide insulinotropico glucosio-dipendente (GIP), del peptide-1 simile al glucagone (GLP-1) e del glucagone. In altre lingue la si incontra anche come retatrutid o retatrutida: tutte queste grafie indicano la stessa molecola. Una catena laterale di acido grasso dicarbossilico lega il peptide all’albumina plasmatica, il che ne prolunga l’emivita a circa sei giorni (Urva 2022, Lancet).
La logica del design è incrementale. La prima generazione di molecole incretiniche agisce su un recettore, la seconda su due, e la retatrutide ne aggiunge un terzo, con un profilo diverso dai due precedenti. Il percorso dal design chimico ai primi dati nell’uomo è descritto nella pubblicazione del gruppo che l’ha scoperta, uscita su Cell Metabolism (Coskun 2022). Le specifiche tecniche del lotto, la documentazione e il certificato di analisi si trovano sulla pagina del prodotto retatrutide.
Come funziona il triplo agonismo?
Il triplo agonismo combina due segnali che la letteratura associa a un ridotto apporto energetico, GLP-1 e GIP, con un terzo, quello del glucagone, associato a un aumento del dispendio energetico. È proprio questa terza componente a distinguere la retatrutide dalle molecole a doppia azione. La componente GLP-1 rallenta lo svuotamento gastrico e agisce sui nuclei del sistema nervoso centrale legati alla sazietà; la componente GIP partecipa alla regolazione della risposta insulinica e alla segnalazione nel tessuto adiposo; la componente glucagonica è associata alla lipolisi e alla termogenesi epatica.
Il segnale del glucagone è controintuitivo, perché di per sé fa salire la glicemia. Nei modelli di ricerca questo effetto viene bilanciato dall’azione simultanea su GLP-1 e GIP, e il risultato complessivo descritto negli studi di fase 2 è un miglioramento degli indicatori glicemici, non un peggioramento (Rosenstock 2023, Lancet). La tirzepatide, molecola di riferimento della generazione precedente, agisce solo su GIP e GLP-1; la differenza tra agonismo singolo e doppio è analizzata in dettaglio nel confronto semaglutide vs tirzepatide.
Quali risultati ha mostrato la retatrutide negli studi?
Nello studio di fase 2 nell’obesità (n = 338, 48 settimane) la riduzione media del peso corporeo è stata del 17,1 %, del 22,8 % e del 24,2 % nei tre livelli di dose più elevati, in ordine crescente, contro il 2,1 % nel gruppo placebo (Jastreboff 2023, NEJM). Nello stesso studio una riduzione di almeno il 15 % è stata registrata nell’83 % dei partecipanti del gruppo con la dose più alta e nel 2 % dei partecipanti del gruppo placebo.
Il programma di fase 2 ha coinvolto anche altre popolazioni. Negli adulti con diabete mellito di tipo 2 (n = 281) l’HbA1c è scesa di 2,02 punti percentuali alla 24ª settimana nel gruppo con la dose più alta, contro 0,01 punti con placebo e 1,41 punti con il comparatore attivo dulaglutide; alla 36ª settimana il peso corporeo nello stesso gruppo era inferiore del 16,9 % (Rosenstock 2023, Lancet). In un sottostudio sulla malattia epatica steatosica associata a disfunzione metabolica (n = 98) il contenuto relativo di grasso epatico si è ridotto in 24 settimane dell’81,4 % nel braccio da 8 mg e dell’82,4 % nel braccio da 12 mg, con un valore praticamente invariato nel gruppo placebo; nel braccio da 12 mg l’86 % dei partecipanti ha raggiunto un contenuto di grasso epatico normale, inferiore al 5 % (Sanyal 2024, Nat Med).
Prima della fase 2 si colloca lo studio di fase 1b su 72 partecipanti con diabete mellito di tipo 2, che ha definito il profilo farmacocinetico della molecola e un’emivita di circa sei giorni (Urva 2022, Lancet).
Si tratta di risultati di sperimentazioni cliniche condotte sotto controllo medico in popolazioni selezionate. Non sono trasferibili e non costituiscono una promessa di risultato; gli effetti indesiderati descritti più spesso nelle pubblicazioni sono gastrointestinali e dipendono dalla dose.
Retatrutide, tirzepatide e cagrilintide a confronto
Queste tre molecole appartengono alla stessa area della ricerca metabolica, ma agiscono su bersagli diversi: la retatrutide su tre recettori ormonali, la tirzepatide su due e la cagrilintide sul sistema dell’amilina, una via del tutto separata. La tabella confronta i dati pubblicati, con l’avvertenza che si tratta di studi distinti, con disegni e popolazioni diversi, e non di confronti diretti.
| Criterio | Retatrutide | Tirzepatide | Cagrilintide |
|---|---|---|---|
| Bersagli | GIP + GLP-1 + glucagone | GIP + GLP-1 | recettori dell’amilina e della calcitonina |
| Fase pubblicata | fase 3 (2026) | fase 3 conclusa | fase 2 in monoterapia |
| Risultato pubblicato sul peso corporeo | 25,0 % in 80 settimane, n = 2.339 | 20,9 % in 72 settimane, n = 2.539 | 10,8 % in 26 settimane, n = 706 |
| Fonte | Jastreboff 2023 | Jastreboff 2022 | Lau 2021 |
| Stato regolatorio | in sperimentazione clinica | principio attivo di medicinali autorizzati | in sperimentazione clinica |
| Prezzo al mg presso Molequa® | 14,24 € | 12,58 € | 16,18 € |
Per completezza: la semaglutide, agonista del solo recettore GLP-1, ha mostrato nello studio STEP-1 una riduzione media del peso corporeo del 14,9 % in 68 settimane su 1.961 partecipanti (Wilding 2021, NEJM). È il principio attivo di medicinali dispensati con prescrizione medica e non è presente nel catalogo Molequa®. Le molecole di ricerca di quest’area, la tirzepatide e la cagrilintide, sono riunite nella categoria metabolismo.
In cosa la cagrilintide si differenzia dalla retatrutide?
La cagrilintide non è una molecola incretinica: è un analogo a lunga durata d’azione dell’amilina, un ormone pancreatico associato alla sazietà, e agisce sui recettori dell’amilina e della calcitonina, non sui recettori GIP, GLP-1 o del glucagone. Per questo l’interesse della ricerca nei suoi confronti è soprattutto combinatorio: aggiunge un segnale indipendente a quello delle molecole incretiniche, invece di rafforzare lo stesso segnale.
In monoterapia, nello studio di fase 2 la cagrilintide ha portato a una riduzione del peso corporeo compresa tra il 6,0 % e il 10,8 % in 26 settimane a seconda della dose, contro il 3,0 % con placebo, su 706 partecipanti (Lau 2021, Lancet). Chi confronta le molecole in base all’obiettivo di ricerca trova la cagrilintide nello stesso catalogo.
A che punto è lo sviluppo della retatrutide?
La retatrutide è nel programma di fase 3 denominato TRIUMPH, condotto da Eli Lilly, e alla data di pubblicazione di questo articolo non è autorizzata come medicinale né dall’EMA, né dalla FDA, né da altre agenzie regolatorie. I primi risultati di fase 3 sottoposti a revisione paritaria sono usciti il 29 settembre 2026: nello studio TRIUMPH-1 (n = 2.339, adulti con obesità senza diabete, 80 settimane) la riduzione media del peso corporeo è stata del 25,0 % nel gruppo con la dose più alta, contro il 3,9 % con placebo (Jastreboff 2026, NEJM); nello studio TRIUMPH-2 (n = 1.152, adulti con obesità e diabete mellito di tipo 2) è stata del 18,8 % contro il 5,1 % (Bellido 2026, Lancet). La pubblicazione dei dati non equivale all’autorizzazione di un medicinale.
È per questo che la retatrutide e la tirzepatide si trovano in categorie diverse. La tirzepatide ha una fase 3 conclusa (SURMOUNT-1, n = 2.539, Jastreboff 2022, NEJM) ed è il principio attivo di medicinali autorizzati. La retatrutide resta una molecola di ricerca, e qualsiasi affermazione sui suoi effetti si basa su dati intermedi, non su dati registrativi.
Come si verifica la qualità di un lotto
Il lotto attuale di retatrutide Molequa® è stato analizzato dal laboratorio indipendente Analyton Labs, con purezza HPLC del 99,23 %. Il certificato del lotto riporta la purezza determinata con metodo HPLC e la conferma dell’identità tramite spettrometria di massa, ed è disponibile sulla pagina del prodotto prima dell’acquisto, non dopo.
La differenza pratica è sostanziale. Un’analisi eseguita dal venditore stesso e un’analisi di un laboratorio indipendente non hanno lo stesso valore di prova. Un dato di purezza senza cromatogramma allegato è un’affermazione, non un documento. E un certificato senza numero di lotto non dimostra nulla sul materiale nel flaconcino, ma soltanto che un’analisi, a un certo punto, è esistita.
Un certificato utilizzabile riporta il numero di lotto, la data dell’analisi, il metodo, il risultato di purezza HPLC con il cromatogramma e la conferma dell’identità in base alla massa molecolare. Ed è proprio in quest’ordine che conviene leggerlo. Il principio generale, cioè come si legge un CoA e perché il prezzo per milligrammo è l’unica base confrontabile, è spiegato nella guida cosa sono i peptidi.
Dove acquistare la retatrutide per la ricerca
Molequa® offre la retatrutide come materiale di riferimento per la ricerca di laboratorio, in forma di polvere liofilizzata, con purezza HPLC pari o superiore al 99 % e certificato di analisi del lotto, con spedizione da un magazzino nell’Unione europea. Il flaconcino da 10 mg costa 142,35 €, pari a 14,24 € al milligrammo. In Italia spediamo con corriere FedEx, con consegna a domicilio in 3–5 giorni lavorativi: trattandosi di una spedizione all’interno dell’UE non ci sono dazi né formalità doganali, e da 150 € la spedizione è gratuita.
Il confronto onesto tra fornitori si fa sul prezzo per milligrammo, mai sul prezzo della confezione, perché i costi di flaconcino, liofilizzazione, analisi del lotto e trasporto sono praticamente gli stessi con 5 o con 10 milligrammi di contenuto. Chi desidera acquistare retatrutide troverà sulla pagina del prodotto la disponibilità attuale, il certificato del lotto e le specifiche complete, mentre gli altri peptidi di ricerca sono ordinati per categorie nel catalogo.
Stato giuridico della retatrutide
La retatrutide non è autorizzata come medicinale da nessuna agenzia regolatoria. Resta una molecola in sperimentazione clinica, il che la colloca in una categoria diversa dalla tirzepatide, il cui principio attivo fa parte di medicinali già autorizzati e dispensati con prescrizione medica.
Il materiale di riferimento per la ricerca di laboratorio è offerto in un quadro diverso da quello dei medicinali: la sostanza non può essere presentata né utilizzata come medicinale, integratore alimentare o cosmetico. Spetta all’acquirente verificare che l’uso previsto sia conforme alla normativa vigente nel suo Paese. Molequa® non pubblica schemi di somministrazione per l’uomo, perché ciò contraddirebbe il quadro RUO entro cui il materiale viene offerto.
Domande frequenti
Cos’è la retatrutide? Un peptide sintetico acilato sviluppato da Eli Lilly con il codice LY3437943, che attiva contemporaneamente i recettori GIP, GLP-1 e del glucagone. Viene studiato nell’area metabolica e non è autorizzato come medicinale.
Retatrutide, retatrutid o retatrutida? Sono grafie della stessa molecola: retatrutide è la denominazione comune internazionale, usata anche in italiano, mentre retatrutid e retatrutida sono gli adattamenti di altre lingue.
Quali risultati ha mostrato la retatrutide negli studi? Nello studio di fase 2 nell’obesità la riduzione media del peso corporeo in 48 settimane è stata del 24,2 % nel gruppo con la dose più alta, contro il 2,1 % con placebo, su 338 partecipanti (Jastreboff 2023, NEJM). Nella fase 3 (TRIUMPH-1, n = 2.339, 80 settimane) la riduzione è stata del 25,0 % contro il 3,9 % con placebo (Jastreboff 2026, NEJM).
Qual è la differenza tra la retatrutide e la tirzepatide? La retatrutide aggiunge il recettore del glucagone alla coppia GIP e GLP-1 della tirzepatide. La tirzepatide ha un programma di fase 3 concluso ed è il principio attivo di medicinali autorizzati; la retatrutide resta in sperimentazione clinica.
La cagrilintide è lo stesso tipo di molecola? No. La cagrilintide è un analogo dell’amilina e agisce sui recettori dell’amilina e della calcitonina, una via diversa da quella incretinica. Per questo in letteratura compare soprattutto in combinazione con altre molecole.
Quanto costa la retatrutide per la ricerca? Presso Molequa® 142,35 € per il flaconcino da 10 mg, cioè 14,24 € al milligrammo, con certificato di analisi del lotto. La disponibilità attuale è indicata sulla pagina del prodotto.
Perché non pubblicate il dosaggio? Perché il materiale non è destinato all’uso umano. Pubblicare uno schema di somministrazione contraddirebbe il quadro RUO entro cui viene offerto, e un fornitore che lo fa dimostra da sé di non rispettare quel quadro.
Avvertenza legale: la retatrutide offerta da Molequa® è esclusivamente per uso di ricerca (RUO) in laboratorio. Non è destinata all’uso umano né animale, non è un medicinale e non può essere utilizzata come tale. L’articolo riassume dati di ricerca pubblicati e non costituisce un consiglio medico.
